La prima volta che guidai un’auto da corsa – parte 1
Il viaggio
Venerdì 5 marzo, mattina, ore 7: sveglia, colazione, partenza col camper alle 7.30 con papà e un amico di famiglia (Angiolino).
Destinazione: Autodromo Riccardo Paletti, Varano de’ Melegari (Parma) – 220km da casa.
Arriviamo, mi registro all’accettazione piloti, mi danno il braccialetto per il riconoscimento dei piloti, e comincia una lunga attesa (oltre 1 ora) per l’inizio del briefing tecnico.
Il briefing tecnico
Comincia con la presentazione del campionato, poi inizia il corso con Dindo Capello, pilota famoso nella categoria prototipi e vincitore di Le Mans. Ci insegnano le traiettorie da tenere col bagnato, ci dà qualche consiglio, e a fine briefing scambio qualche parola con lui: cioè dico, ho discusso di come guidare un’auto da corsa con un pilota di calibro mondiale!
L’attesa
Finito il briefing, mi avvio verso il camper: è da poco passato mezzogiorno ma il freddo è polare, nevica ma per fortuna la pista si limita a rimanere bagnata, mentre i monti dall’altra parte della pista si imbiancano. Mentre siamo rifugiati in camper scatto una foto alla neve che scende in fiocchi giganti: il mio turno è alle 13.30, anticipato di un’ora rispetto alla tabella di marcia; intanto metto ad asciugare le scarpe inzuppate davanti alla stufa del camper, papà e Angiolino preparano panini con salame casereccio e prosciutto, il vino è sul tavolo.
Interessante osservare come gli altri piloti siano rifugiati in berlinone tedesche, tutti intirizziti, mentre noi ci sollazziamo nel tepore della semplicità di un camper: due mondi a confronto, la ricchezza ostentata del mondo dei motori e la semplicità dell’estrazione operaia/contadina.







